Giugno 2024
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Oggi


s. Giuseppe Cafasso

Il sole sorge alle ore 05:10 e tramonta alle ore 21:08

Pillola per lo spirito
Non vivere su questa terra come un estraneo o come un turista nella natura.
Nazim Hikmet
Il dialetto accosì => così (riferito a chi parla)
La foto: Le vostre foto...

Proverbio
Giugno apre le porte alle giornate corte

La battuta
Quando il maialino rivide la sua mamma dopo tanto tempo, le getto' le braciole al collo.
M. Tecli



PIANTO DEL CRISTO DI MAIDANEK

Volgi il viso Israele, guarda se mi conosci.
Israele Israele, chi siede accanto a te nel recinto spinato?
Figlio del Re, tu non mi hai accolto nelle tue ricche tende.
Io per te sono entrato nel tuo campo di morte.
Sto seduto e piangente accanto alla tua spalla.
Volgi il viso, Israele. Guarda se mi conosci.
Come l’aquila dal Sairon sono scesi i tuoi nemici.
Come il corvo sul carname.
Con una mano i tuoi vicini ti hanno consegnato,
con l’altra ricevono il tuo prezzo.
Ti rinnega scuotendo il capo
chi sedeva alla tua mensa.
Israele Israele, piango io solo per te
che per poca moneta anch’io fui consegnato.
Disse: «Non lo conosco»
chi mangiò di me alla mia mensa.
Come bue che l’uomo porta ad essere sgozzato
come bestia che grida nella rete
t’hanno preso, Israele schiaffeggiato e battuto.
Israele Israele, piango io solo per te
che anch’io fui preso
schiaffeggiato e battuto.
Agnello che non parla fui portato dove l’uomo voleva.
Come schiavo ti han marchiato, Israele.
Ridono nel vederti e ti mostrano a dito.
Come bianco lebbroso ti hanno chiuso
in un cerchio di spine.
Israele Israele, piango io solo per te
che fui deriso da quelli che passavano.
Appesero una scritta sul mio capo.
Strinsero le mie tempie con un cerchio di spine.
T’han spogliato, Israele
e ricoperto di panni senza nome.
Le tue vesti hanno vendute
e spartito i tuoi averi.
Israele Israele, piango io solo per te
che su un ciglio di strada anch’io fui denudato.
Come pazzo mi avevano ammantato.
Spartirono le vesti che mia madre aveva filate.
Israele Israele, piango io solo per te.
Israele Israele, io guardo e vedo bruciare le tue carni.
Come sterpo e sarmento tieni accese le fornaci.
Rosso il cielo di Maidanek, bacile che gronda sangue.
O mia carne mia carne Israele.
Io vedo le tue ossa fare bianca la terra.
La tua cenere ingrassare le erbe lungo i campi.
Ogni giorno tu mangi di quell’erba, Israele,
che è tuo padre e tua madre e il tuo bambino che sorrideva.
Tu mangi ed i tuoi occhi guardano le fornaci.
Guardano gli occhi tuoi e non piangono più.
Israele Israele, piango io solo per te
che alle tue spalle sto piangente e seduto.
E tu non volgi il viso a me che piango.
O mio pianto mio pianto, Israele.



Elena Bono